Educazione, Comportamento
11.11.2021

Quali sono i tratti comuni tra i nostri gatti e gli altri felini?

I gatti sono animali misteriosi con comportamenti simili a quelli dei felini selvatici, come possono confermare molti padroni.

Oltre alle innegabili somiglianze fisiche, hanno infatti conservato varie abitudini dei loro antenati e condividono alcuni tratti addirittura con il re della savana. Dopo aver letto questo articolo, non guarderete più il vostro micio con gli stessi occhi.

Antenato comune

I felini hanno un antenato comune, lo Pseudaelurus. Apparso venti milioni di anni fa, pare sia il capostipite della famiglia dei felidi, che nel corso dei secoli si è suddivisa in due sottofamiglie, i panterini e i felini. I primi sono di grandi dimensioni, come la tigre, il giaguaro, il leone e il leopardo, i secondi hanno una taglia più piccola e comprendono la lince, l’ocelot, il puma e il gatto domestico. Con il tempo e le migrazioni, la tassonomia è poi andata complicandosi e sono nati vari generi in tutti i continenti. La specie Felis silvestris appare circa quattro milioni di anni fa ed è suddivisa a sua volta in sei sottospecie: il gatto selvatico europeo (Felis silvestris silvestris), sudafricano (Felis silvestris cafra), asiatico (Felis silvestris ornata) e africano (Felis silvestris lybica), il gatto di Biet (Felis silvestris bieti) e il gatto domestico (Felis silvestris catus). Solo grazie alle moderne tecnologie è stato possibile ottenere un albero filogenetico preciso. In ogni caso, tutti i felini discendono dallo stesso carnivoro preistorico.

Comportamenti simili

 L’ascendenza dei felidi, grandi e piccoli, è riscontrabile nell’attitudine dei nostri gatti.

L’attività notturna o crepuscolare

I nostri gatti amano gironzolare di notte, proprio come i loro simili di dimensioni maggiori, per sfogare il loro istinto di caccia, attività appunto notturna della quale non hanno bisogno perché nutriti dai loro padroni. Noteremo questo comportamento soprattutto negli esemplari d’appartamento, quelli che possono uscire, infatti, soddisfano già la loro indole predatrice.

La marcatura

La marcatura urinaria è il principale mezzo di comunicazione dei felini, compresi i nostri gatti domestici che non fanno distinzione e colpiscono tanto le scarpe da ginnastica quanto lo schermo del computer. Spesso però la marcatura avviene con metodi più raffinati, come lo strofinamento, i graffi e tramite la saliva, per lasciare messaggi ai propri simili, per esempio i fratelli, o per coprire l’odore dei nemici e impossessarsi così del territorio.

L’esplorazione

I gatti amano esplorare. Quelli d’appartamento si dedicano alla scoperta dei balconi e dei tetti proprio come i loro simili selvatici – per esempio il giaguaro, l’ocelot e la lince – fanno con lo spazio naturale. In generale, un micio domestico cammina da quattro ad addirittura diciotto chilometri al giorno in base alla sua curiosità, al territorio «nemico», alle femmine in calore o alle prede disponibili. Se il vostro animale può uscire liberamente giorno e notte, è molto probabile che abbia già esplorato il quartiere e ben oltre.

I vocalizzi

I gatti utilizzano i miagolii soprattutto per comunicare con gli essere umani. Per interagire con i loro simili preferiscono ululati, soffi, ringhi e altri suoni di questo genere. In ogni caso, che si tratti di gatti, ghepardi o linci, ogni verso ha un significato preciso, per esempio segnalare rumorosamente – maschi e femmine – il calore.

La comunicazione tattile

I gatti dello stesso clan si salutano strusciandosi l’uno con l’altro per scambiarsi informazioni. Drizzando la coda annunciano di voler comunicare amichevolmente, mentre la pulizia reciproca è una dimostrazione d’affetto, proprio come fanno tigri e leoni.

Il gatto e il leone

Sembra il titolo di una favola, eppure questi due lontani cugini condividono moltissimi tratti. Alcuni studi comparativi hanno infatti dimostrato che hanno entrambi una personalità dominante e impulsiva, ma anche ansiosa e nevrotica. Questi comportamenti si ritrovano nella loro organizzazione sociale, per esempio nella tendenza delle femmine ad allevare insieme i cuccioli per proteggersi meglio o nella vita solitaria dei maschi. Nel vostro dolce micetto alberga dunque... il re della savana.

 

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